Conclusioni

(Estratto da: Giacomo Biffi, L'Atto di fede, ElleDiCi) •  Indice • 

Ciò che abbiamo detto ci ha fatto senza dubbio intuire quanto sia complesso, e radicalmente enigmatico, questo atto del nostro spirito nel quale il mistero psicologico dell’uomo che si autodetermina si somma al mistero metafisico del rapporto tra la libertà della creatura spirituale e l’0nnipotenza del Creatore.

Gli interrogativi
Molte domande sono affiorate in noi lungo la nostra meditazione. Per esempio: l’atto di fede è razionale anche Ciò che abbiamo detto ci ha fatto senza dubbio intuire quanto sia complesso, e radicalmente enigmatico, questo atto del nostro spirito nel quale il mistero psicologico dell’uomo che si autCiascuno di noi a questo punto può domandarsi: ma io credo o non credo?

Almeno sul piano psicologico, ritengo si possa dire che fede e in­credulità si fronteggino entro il cuore di ogni uomo. Spesso abbiamo l’impressione che sia oscillante e alterna la prevalenza dell’una o dell’altra.

Propongo allora, a conclusione di tutto, che ognuno di noi faccia sua l’implorazione del padre del ragazzo epilettico, riferita dal vangelo di Marco: «Credo, Signore, ma tu aiuta la mia incredulità» (Me 9,24). Parrebbe a prima vista un’espressione contraddittoria: quest’uomo angosciato crede o non crede?

Mi sembra invece che, a un livello più profondo di comprensione, queste parole colgono stupendamente nella sua concretezza il mistero insondabile del cuore dell’uomo, con i suoi turbamenti e col suo insopprimibile anelito all’assoluto.

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