Conclusioni
Ciò che abbiamo detto ci ha fatto senza dubbio intuire quanto
sia complesso, e radicalmente enigmatico, questo atto del
nostro spirito nel quale il mistero psicologico dell’uomo
che si autodetermina si somma al mistero metafisico del
rapporto tra la libertà della creatura spirituale e
l’0nnipotenza del Creatore.
Gli interrogativi
Molte domande sono affiorate in noi lungo la nostra
meditazione. Per esempio: l’atto di fede è razionale anche Ciò che abbiamo detto ci ha fatto senza dubbio intuire quanto
sia complesso, e radicalmente enigmatico, questo atto del
nostro spirito nel quale il mistero psicologico dell’uomo
che si autCiascuno di noi a questo punto può domandarsi: ma
io credo o non credo?
Almeno sul piano psicologico, ritengo si possa dire che fede
e incredulità si fronteggino entro il cuore di ogni uomo.
Spesso abbiamo l’impressione che sia oscillante e alterna la
prevalenza dell’una o dell’altra.
Propongo allora, a conclusione di tutto, che ognuno di noi
faccia sua l’implorazione del padre del ragazzo epilettico,
riferita dal vangelo di Marco: «Credo, Signore, ma tu aiuta
la mia incredulità» (Me 9,24). Parrebbe a prima vista
un’espressione contraddittoria: quest’uomo angosciato crede
o non crede?
Mi sembra invece che, a un livello più profondo di
comprensione, queste parole colgono stupendamente nella sua
concretezza il mistero insondabile del cuore dell’uomo, con
i suoi turbamenti e col suo insopprimibile anelito
all’assoluto.