Don Jerzy Popieluszco
Nacque il 14 settembre 1947 a Okopy (Polonia nord-orientale).
Nel 1954 Jerzy cominciò a frequentare la scuola elementare a Suchowola e dal 1961
proseguì gli studi nel locale liceo. Nel 1965 ottenuto il diploma di maturità entrò nel seminario
Ecclesiastico Maggiore di Varsavia, dove si mise a
frequentare il corso sessennale di filosofia e teologia.
Nel 1967 fu chiamato sotto le armi, in queste unità le
autorità comuniste conducevano una forte indottrinazione politica, unita all’agitazione contro
la Chiesa e la propaganda antireligiosa, cercando in vari modi di indurre i seminaristi coscritti a
rinunciare agli studi teologici e al sacerdozio.
Mons. Zbigniew dice: «Quando insieme con altri seminaristi venne forzatamente arruolato,
andavo a trovarlo spesso. Don Jerzy era uno dei capi spirituali di un gruppo di chierici.
Non si lasciò togliere la medaglina né il rosario scautistico.
Professava senza remore la propria fede e per questo veniva maltrattato».
Il 28 maggio 1972 ricevette gli ordini sacri dalle mani del cardinale Stefan Wyszynski.
Dal Gennaio del 1982, l’ultima domenica di ogni mese celebra nella chiesa di S. Stanislao Kostka
a Varsavia una solenne Santa messa per la Patria con omelie in cui affronta temi spirituali ma
anche problemi di attualità di natura sociale e politico-morale. Parla di torti e ingiustizie, di
violazione dei fondamentali diritti dell’uomo, di ateizzazione forzata...
La sera del 19 ottobre 1984, mentre tornava a casa, dopo aver celebrato una Messa per la
Patria a 300 Km da Varsavia, viene fermato con il pretesto di un controllo stradale. L’autista di don
Jerzy viene fatto scendere dalla sua macchina, trasferito nella vettura degli attentatori, viene
ammanettato e imbavagliato. Don Jerzy viene trascinato fuori dall’automobile, bastonato sulla testa e privo
di sensi, gettato nel bagagliaio della macchina degli attentatori. L’autista di don Jerzy riuscii a saltare
dalla macchina in corsa e vista la velocità pensarono che fosse morto nell’impatto, ma non fu così.
Gli attentatori continuarono il loro viaggio con don Jerzy pigiato nel bagagliaio. Più volte
si fermarono per strada percuotendo il sacerdote. Dopo tre ore di torture imbavagliano il sacerdote, gli legano
con la corda il collo, le gambe e le mani dietro la schiena, gli attaccano sassi ai piedi e da un ponte alto
16 metri lo buttano nella Vistola alla periferia di Wloclawek ( circa 150 km da Varsavia). In questo modo,
senza processo e senza condanna, usando bastoni e pietre alti funzionari comunisti polacchi commettono un atroce
assassinio.
Il 30 ottobre il corpo di don Jerzy è stato trovato nella Vistola. I funerali si svolsero
il 3 novembre 1984. Ancora oggi la sua tomba è meta di tanti devoti e don Jerzi rimane in eterno un martire
della Chiesa, un grande testimone dell’amore di Dio per i piccoli.


