Castellace grata a Mons Serafino Violi

(29/07/2011 Prof Todaro)

Un lungo periodo di debilitazione fisica, di riposo forzato, come lui stesso era solito dire, consumato nel corpo ma fresco nella mente e nello spirito, poi improvvisamente la mattina del 22 Giugno, con lo sguardo rivolto su un quadro della Deposizione di Cristo dalla Croce, don Serafino Violi, a 98 anni, ha lasciato la sua amata Parrocchia e ha spiccato il volo verso il Paradiso, tra le braccia di quel Dio che ha adorato e servito per tutto l’arco della sua lunga vita; 70 anni di intenso apostolato, di luminosa guida, pastore buono, saggio e forte, fondamento di unità della nostra parrocchia.
Era arrivato a Castellace nel lontano 1945, originario di Lubrichi e già affermato professore di matematica al Seminario di Oppido Mamertina, educatore apprezzato della gioventù Oppidese nel periodo criticissimo del secondo conflitto mondiale, cappellano militare dei soldati italiani di stanza nel territorio della nostra Diocesi, accettò con entusiasmo la proposta di Sua Ecc. Mons. Canino di venire a Castellace con un incarico che avrebbe segnato per sempre il programma della sua vita: Parroco della Parrocchia Santa Maria Assunta.
Castellace attraversava in quel periodo un momento spaventoso di disagio sociale: gente povera, di estrazione contadina, delinquenza dilagante, nessuna presenza di organismi di assistenza sociale. Don Serafino Violi capì subito che la Chiesa, la Parrocchia poteva essere l’unico faro luminoso in un contesto di degrado generale e caricò sulle proprie spalle tale situazione. Si impegnò, con sacrifici inimmaginabili, a procurare ai più poveri del paese un’ abitazione dignitosa, lui che non aveva nemmeno la casa canonica e dormiva sotto le scale del campanile. Aveva un concetto alto della politica, intesa come servizio al popolo e strumento di progresso della società. Spronò gli amministratori del tempo ad essere difesa dei poveri. Arrivò persino a Roma e bussò alle porte dei ministri e in poco tempo a Castellace si costruirono tantissime case popolari. Fece conoscere ai lavoratori i loro più elementari diritti, ma soprattutto voleva insegnare ai castellacesi che ogni uomo è immagine di Dio, libero da ogni servilismo. Nacque così l’idea dell’Oratorio con l’obiettivo di mettere in pratica il programma di San Giovanni Bosco: costruire una casa accogliente, una Parrocchia che radicasse l’identità religiosa della gente, una scuola che avviasse alla vita e il gioioso utilizzo del tempo libero.
Campo sportivo, cinema-teatro, aula magna per incontri particolari, complesso musicale, numerose aule per la catechesi spuntano anno dopo anno e diventano la sede fissa di una nuova generazione che si apre al mondo della scuola, ad una cultura nuova di emancipazione umana e sociale. Don Serafino con ogni mezzo attirò giovani e ragazzi togliendoli dalla strada e additando loro mete di santità quotidiana sul modello di Domenico Savio. Già al tempo del Concilio Vaticano Secondo, entusiasta del vento nuovo che soffiava sulla Chiesa, si era fortemente impegnato ad attuare nella nostra parrocchia ogni novità liturgica e pastorale, studiando i documenti e applicandoli con una catechesi permanente e sistematica per ragazzi e adulti. Consiglio Pastorale Parrocchiale e Gruppo liturgico erano il suo vanto.
Ha voluto fin dai primi anni cinquanta la presenza delle Suore di Carità di S. Giovanna Antida a cui affidò la cura della Scuola Materna. Molto vicino alla Casa Famiglia per ammalati di AIDS ne donò i locali per la sua ricostruzione.
Si potrebbe continuare all’infinito. Diciamo solo grazie, caro don Serafino, per averci dato il dono della vostra grande personalità, della vostra santità. E’ stato sottolineato negli ultimi giorni della vostra malattia la lungimiranza, l’attenzione agli ultimi, l’essere stato un sacerdote umile e povero, apostolo moderno, schietto e coraggioso. Ne siamo tutti testimoni. Non potrà mai essere sufficiente la nostra riconoscenza nei vostri confronti ma rimarrà per sempre nei nostri cuori la memoria del vostro amore per tutti noi.
Antonio Todaro – Collaboratore parrocchiale
(Su Acquaviva notizie, luglio agosto 2011)

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