Mons Serafino Violi
Una di quelle persone che una volta incontrate non si dimentica più, questo è stato Mons. Serafino Violi.
Ieri 22 giugno 2011, all’età di novantotto anni, ha terminato il suo compito su questa terra per contemplare a
faccia a faccia il Dio che ha amato e servito con tutto se stesso.
Questa mattina rendendo omaggio alla salma, esposta nella chiesa di Castellace, l’unica cosa che sono stato capace di
dire nella preghiera è stata un grande e commosso grazie. Ho ringraziato Dio per questo grande dono che Monsignore è
stato per la Chiesa, per il territorio della mia Diocesi, per me e per tantissime persone che hanno avuto la grazia di
conoscerlo. Ho ringraziato lui per quanto mi ha dato con la sua paterna benevolenza, col suo sano realismo, col suo
entusiasmo sincero, con la sua autenticità.
Parlare con lui era un avvenimento. Se dovessi definirlo in due parole, direi: Un uomo vero e un prete autentico.
Aggiornatissimo su tutto, leggeva e studiava molto e non per il gusto di farlo ma, mi diceva, per essere sempre pronti a
dare ragione della fede. Scherzavo spesso con lui sull’asse Roma Castellace, cioè per quel filo diretto che aveva col
Magistero della Chiesa Cattolica e con tutte le novità proposte dalla CEI. La sua Parrocchia è stata sempre all’avanguardia,
per strutture e per metodo educativo. Il campo di calcio, il cinema, una biblioteca e una videoteca, sale per la catechesi,
video proiettori, in una parola l’Oratorio nel senso più bello e più vero che esso ha nella storia della Chiesa.
Utilizzava tutti gli strumenti per meglio informare e formare integralmente la persona. Geloso delle cose della
Parrocchia ma per nulla tirchio, importante con lui era rispettare i tempi nel riportare quanto volentieri aveva prestato.
I nostri incontri, ed era la sua impostazione, non sono mai scaduti nell’ovvio o nel banale. Mi ha sempre colpito il suo realismo,
cosciente dei limiti creaturali ma anche dell’infinita misericordia di Dio. Ogni particolare lo rapportava alla Totalità e
quando progettava, partiva dalla Totalità per calarla nel particolare.
Parroco a tempo pieno, presente e vicino a tutti e a ciascuno con quella riservatezza che l’ha sempre caratterizzato.
Riservato ma non chiuso, se avessero potuto parlare il campanello della canonica e il portone che vibrava al suo
suono gli avrebbero detto: "Lasciali aperti perché non abbiamo pace". E' stato maestro anche in questo.
Non si andava da lui perché passando c’era la porta aperta, a indicare che fosse presente e disponibile,
lui era sempre presente e disponibile, il suonare il campanello doveva essere una scelta.
Un uomo vero, pane al pane e vino al vino mai per pregiudizio ma con ragioni fondate. Un autentico prete,
innamorato di Cristo e della Chiesa e proprio per questo accogliente, solidale, vicino a ogni persona che
il Signore ha messo nel suo cammino.
Grazie Dio, grazie Monsignore.
Don Natale Ioculano
(Pubblicato anche su http://ioculano.wordpress.com)